Gurjar Costume - Progetto Marustali Documentazione

  

P R O G E T T O  M A R U S T A L I  D O C U M E N T A Z I O N E
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GURJAR:
RAIKA/RABARI:

 

Vita quotidiana
Vita quotidiana

 

Costume
Costume

 

Ceremonie
Ceremonie

 

Dimore
Dimore

 

 
Tessitura di tappeti

 

PASTORI DI MUCCHE AJMER MERWARYA GURJAR

COSTUME

 


Il territorio: deserto Marusthali - valle di Pushkar

 

 

GURJAR (DONNE)

 

   


Frammenti di un velo Davni di cotone degli anni venti – Nand (valle di Pushkar).

I veli di lana Davni erano tipici delle Jat (casta di contadini) mentre una versione di cotone era più comune per le Gurjar. Essi erano tessuti a mano dai Banbhi (casta di tessitori) in due pezze (come per tutte le stoffe da loro prodotte) a causa della strettezza del telaio; e poi arricchiti con splendidi ricami in filo di cotone principalmente giallo, ma anche con blu, verde e bianco, prevalentemente dalle donne Sindhi. Il velo Davni veniva dato dal padre in occasione del 'Maklaw', la cerimonia fatta quando la ragazza, che viene sposa da piccola, raggiunta l'età, lascia casa dei suoi per andare alla sua nuova famiglia.



Tessitori Banbhi a lavoro. (Mardumashumari Raj Marwar - 1895)



DAVNI


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Il tipico classico velo delle Gurjar sposate era comunque il nero 'Kali Chundari' (Nero Bandhni ('tie and dye')). Nonostante esso sia finito per essere preferito dalle donne più mature, si dice che in passato fosse comune anche per le giovani.


   


Bell'esempio d'un consumato 'Kali Chundari' di spesso cotone con il caratteristico disegno Bandhni in bianco e rosso. Si stima usato negli anni cinquanta; da allora diventato parte di una 'Rali' (trapunta fatta con stoffe consunte).



Nashi e Dholat Rangrez parlano della tecnica del Bandhni - 2005
 
Rangrez (tintori) a lavoro. (Mardumashumari Raj Marwar - 1895)

   


Probabilmente in tempi più recenti, il velo 'Kali Chundari' è venuto ad essere di stoffe più leggera, e di conseguenza con pois più minuti. Esso viene pure ad essere decorato con colorati ricami a mano e applicazione di specchietti, forse da donne sindhi, come da questo vecchio esempio parte d'una trapunta 'Rali'.




KALI CHUNDARI RIPRODOTTO DA PROGETTO MARUSTALI

Progetto Marustali ha fatto molta ricerca chiedendo alle donne anziane del vecchio Kali Chundari. A parte ciò prodigandosi di estrarne frammenti dalle trapunte 'Rali' come evidenza pratica, i cui ricami Nashi ha potuto imparare, e non appena abbastanza conoscenza è stata raccolta, ha insegnato a Santa Bai Gurjar alcuni punti dell'appropriato ricamo e insieme hanno ricreato questo esempio di velo classico 'Kali Chundari' come ricamato dalle donne Sindhi.


   


Rukhma Bai, un'anziana Gurjar, ha espresso come certe volte le donne Gurjar ricamassero i propri veli 'Kali Chundari' esse stesse, e come lei fosse una di queste. Progetto Marustali allora quindi voluto darle l'opportunità di dimostrare come faceva; la sua capacità e creatività. Nonostante non meno di venti anni fossero trascorsi d’allora, Rukhma Bai ha ricordato bene cosi da produrre questo esempio.


   



   


Il sottile velo 'Kali Chundari' con ricami fatti con la macchina da cucire, che ha finito per sostituire i ricami a mano negli anni novanta, è ancora portato da alcune donne anziane.


   
 
   

 

Il colore rosso, connesso con il matrimonio in tutta l'India, è comune per un velo delle Gurjar usato per il matrimonio e anche in seguito. Esso è di un particolare tessuto rosso chiamato 'Tul', materiale che se in passato era spesso oggi è molto più leggero. Questo velo, chiamato 'Tul ki lugri', viene con applicazioni particolari di 'Gota' (nastro) come da questo esempio (sotto), parte di una trapunta 'Rali' degli anni cinquanta. In tempi più receni sono venute in uso diverse stoffe in varie gradazioni di rosso, e poi di materiale sintetico.


   

Velo 'Tul ki Lugri' più recente, con decorazioni di moderna 'Gota' di plastica, tipicamente in strisce (modello come per matrimonio).
                                                                                                   Stesso modello in comune cotone rosso.


   

   


'Tul ki Lugri' con un più recente disegno curvilineo e tipico bordo verde con perline di vetro bianche.



Tre giovani donne Gurjar con veli 'Tul ki Lugri'. Foto di famiglia (ritoccata) -1991.


L'ultimo tipo di velo di cotone rosso è, fin dalla fine degli anni novanta, fatto con stoffa di fabbrica stampata a motivo floreale.


   

Donna Gurjar fotografata nel 2003 indossa ciò che può esser chiamato l'ultima versione del costume tradizionale: il suo velo, anche se stampato invece che ricamato, è pur sempre di cotone color rosso e decorato col bordo verde e 'Gota'. Il suo top 'Kachli' verde con ricami a macchina in filo dorato è anch'esso tipico dagli anni novanta. I gioielli invece, per esempio i grandi orecchini rotondi, il pesante collare e i braccialetti di guscio di cocco, sono strettamente tradizionali dei tempi andati dell'epoca del suo matrimonio (primi anni sessanta).

 


GIOIELLI GURJAR (F)


 

I gioielli sono particolari per ogni casta e zona geografica. Quelli d'argento o oro, sono di norma fatti dall'orefice di villaggio. Alcuni incastonati con vetrini, mai pietre. La maggior parte dei gioielli sono parte della dote ma alcuni particolari pezzi, come i 'Kari' (caviliere), sono dati dalla famiglia dello sposo.


     
 
     
 
     
 
     
 
     
 
     
 
     
 
     
 
     


Jitender Kumar Soni, amico di Jyoti e oreficie di fiducia - Nand (Valle di Pushkar) 2008
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Sonar (oreficie) a lavoro. (Mardumashumari Raj
Marwar - 1895)

 

Come in molte altre caste, dopo la nascita del primo figlio, le donne Gurjar orgogliosamente indossano il velo 'Pilo' ('Il Giallo'). Velo nei sacri colori giallo e rosso.




Bell'esempio di un consunto velo 'Pilo' ('Il Giallo') del passato, parte di una trapunta 'Rali'. Esso è di spessa stoffa di cotone e con una particolare decorazione dorata in 'block-print'.


   


L'ultimo tipo di velo 'Pilo' ('Il Giallo') di cotone era di materiale più leggero e decorato in disegni di stampa di fabbrica ma decorato con il solito bordo e applicazioni di 'Gota'.
Anche questo tipo di velo è ormai completamente sostituito da versioni di materiale sintetico.


   
   


Esempi di velo sintetico 'Pilo' ('Il Giallo') con più moderne applicazioni di 'Gota' e decorati dai sarti con ricami a macchina – 2007.



Primavera 2006 - valle di Pushkar: Donne Gurjar ad un 'Nawan' (cerimonia della nascita di un figlio maschio).

 


RALI - Mantenitrici dell' evidenza del passato



Trapunte 'Rali' pendenti da un tetto di villaggio mostrano una selezione di veli come portati dalle Gurjar. Valle di Pushkar 2006.


 
È nelle trapunte 'Rali' più vecchie che possiamo trovare maggiore evidenza del costume del passato.

 

   


Classico top 'Kachli' di 'Tul' (stoffa rossa di cotone), del modello 'Tanki' (senza coppe), dall'applicazione di patchwork, vetrini e 'Gota' (nastro). Nand (valle di Pushkar) - anni cinquanta.


   


Top 'Kachli' del modello 'Tonki' (con coppe), in nero - anni cinquanta.


   


Esempi di 'Kachli' classici con applicazioni 'Gota' - anni settanta e ottanta.


   


Classico 'Kachli' (senza coppe) top 'Tanki' verde, di stoffa sintetica e ricamato a macchina in oro, indossato dalle donne anziane dei giorni nostri.

 

   
 
   

Per proteggersi dal freddo in inverno, le donne Gurjar anziane (così come quelle di molte altre caste) sono use indossar il corpatto 'Kurti' – 2007.

 

   


Antico segno di distinzione e vanto delle donne sposate Gurjar, il cosiddetto 'Saro' era una gonna formata da due strette pezze di cotone, di cinque metri, frutto del telaio di tessitori Banbhi, cucite insieme in filo di cotone nero e giunte di lato in filo di lana sintetica, e decorazione di perline bianche di vetro e 'Gugri' (perline di metallo color argento).


   
 
   


La gonna 'Saro', in vari disegni diversi di combinazioni di righe e scacchi a trama nera e rossa, veniva poi decorata sopra e sotto di 'Makardat' (punto languet) neo bordi, in fuxia o nella classica combinazione di arancio, fuxia e verde, dalle donne Gurjar stesse. In origine la gonna 'Saro' in vita non era cucita e veniva mantenuta da una lunga corda-cintura di lana grezza detta 'Dor', ed è solo in un periodo più recente che tale gonna 'Saro' viene pieghettata e cucita a un laccio per stringerla in vita.

Un'anziana donna Gurjar posa con la sua vecchia cintura 'Dor'. Distretto di Pali - 2003.




MAKARDAT


Per cucire il 'Makardat' (punto languet) a bordi della gonna 'Saro', sedute sul pavimento le donne Gurjar mantengono la stoffa ben tesa sulle ginocchia.


   
 
   




SARO JAMAI


La gonna 'Saro' è cucita in vita dalle donne Gurjar stesse, a mano e impiedi. Legatasi una cordicella sui fianchi, la donna Gurjar pieghetta la stoffa e mano mano la va inserendo sotto la cordicella in vita, di volta in volta spostando un po' stoffa e cordicella, in modo da poter arrivarci. Una buona misura di stoffa è lasciata aperta per la parte frontale. La pieghettatura completata, controllata e aggiustata, la stoffa viene in fine cucita alla cordicella.


   
 
   

 


DOR & KHASNE


Oltre alla 'Khasna' (tirante/pendaglio) che accompagna la cintuta 'Dor' sul fianco destro, dietro le donne Gurjar pendevano altre 'Khasne': dalla cintura la 'Kambar-Khasna' dalle verdi gemme di vetro e palline di metallo 'Gugri', e dalla schiena la 'Kachli-ki-Khasna' dei tiranti del top, decorata con perle di vetro di vari colori, perline bianche e 'Gugri'.


     
 
     

 


MATA GUTAI


Le donne portano sempre i capelli coperti dal velo, tradizionalmente elaboratamene intrecciati. Caratteristica delle donne Gurjar, è una cresta 'Chunda', intrecciata nei capelli.


     


La cresta 'Chunda' è fatta con un vecchio pezzo di stoffa imbottito di capelli, e tre lunghi cordoni e due più sottili.


   


Il tradizionale centro frontale 'Borla', viene legato alla 'Chunda' e con due cordoncini colorati intrecciata ai capelli e in fine legati sotto la treccia dietro.


 

   


Esempio di scarpe 'Juti' rajasthane di modello 'Kutidar' in uso anche tra le donne Gurjar: valle di Pushkar.

 

 

GURJAR (RAGAZZE)

 

Come per le altre caste, nella società Gurjar è tradizione aver i bambini maritati ('Beaw'/'Shadi') in tenera età. Ciò comporta che le ragazze possono esser viste nelle vesti del matrimonio e argenti fin da un’età molto giovane, benché in pratica continuino a vivere presso i propri genitori, non andando ai suoceri ('Havro'/'Sasural') prima d'esser diventate maturate e dopo la cerimonia di 'Maklaw'. Tradizionalmente quando in grado di macinare a mano 5 kg di farina, e essere in grado di portar sulla testa due recipienti d’acqua uno sull’altro, e scenderli senza aiuto.

 

   


Frammenti di tre vecchi veli 'Chitali lugro', rossi di cotone stampati in 'Block printing' (stampa con blocchi di legno) in bianco e bordo con nero. Anni cinquanta.


   


Questi tre veli mostrano la versione più recente del classico velo rosso 'Chitali lugro' a stampa fiorata, negli anni settanta e ottanta caratteristico anche delle donne mature; un più raro velo da matrimonio di seta fuxia con un disegno classico; e una versione molto piccola, da bambina, di classico velo 'Kali chundari' ricamato a mano, così tipico delle donne Gurjari.

 

In passato, e almeno fino agli anni cinquanta, le ragazze vestivano una classica giubba 'Angarki', a sentir gli anziani, bianca con filettatura 'Manji' rossa di 'Tul' ma anche, come da questo frammento, di stoffa colorata con filettatura 'Manji' in colore opposto.


   
 
   


Frammenti di una vecchia 'Kabja', la camicetta che nel costume classico delle ragazze Gurjar è venuta a sostituire la tradizionale giubba 'Angarki', e anche se ormai di materiali sintetici rimane tipica anche ai giorni nostri. Questo esempio, probabilmente degli anni settanta è decorato con, a quel tempo ormai rara, vera 'Gota' di metallo.

Ragazza Gurjar con camicetta 'Kabja' di semplice stoffa di cotone, con ricamo a macchina e decorazione di dischetti di metallo applicati a mano. Foto di famiglia - Anni settanta.

 

Esempio di disegni in 'Block print' (stampa con blocchi di legno) della stoffa classica usata fino agli anni sessanta per le gonne 'Ghagra' delle ragazze Gurjar.


   

   


In passato le gonne 'Ghagra' erano cucite a mano con filo 'da imbastitura'. Un filo era passato attaverso la stoffa all'altezza della vita e tirato per conformarsi alla misura del girovita e poi una fettuccia di stoffa rossa di 'Tul', vi era cucita quale bordo in cui inserire il laccio per chiudere la gonna. Nell'estremità inferiore della gonna un altro ritaglio di stoffa rossa di 'Tul', era cucito quale bordo di rinforzo 'Got', di 10 cm all'interno e uno all'esterno.

 

   


Questa gonna 'Ghagra' chiamata 'Badami Bhat' è la classica gonna 'Ghagra' indossata alla cerimonia di matrimonio, e in seguito fin quando consumata.

 

Gruppo di ragazze Gurjar dell'ultima generazione indossante vesti di cotone. Foto di famiglia. Anni novanta (valle di Pushkar)

Un'ampia e più o meno lunga gonna 'Ghagra' di stoffa di cotone verde a stampa fiorata, è la gonna classica delle ragazze Gurjar degli anni ottanta e novante. Benché molti siano le variazioni dei motivi floreali, tipicamente tale gonna era decorata sul bordo inferiore con 'Gota' d'argento, e spesso aveva una bordura esterna di cotone rosso 'Tul'. Tale stoffa fiorata ('Phul pattr'), anche in varie tonalità di blu, rosso, viola, era comune non di meno per le camicette 'Kabja' delle ragazze, così come per i 'Kachli' top delle donne mature.


   
 
   

 

 

GURJAR (UOMINI)

 

Come per tutte le altre caste del Rajasthan, il costume tradizionale maschile dei Gurjar Ajmer-Merwarya consiste in una 'Safa' (turbante) di otto metri, una giubba 'Angarki' (localmente detta 'Bhagatri') e il classico telo-pareo 'Dhoti'.

Negli ultimi anni il turbante di cotone rosso ('Tul Safa') tradizionale dei Gurjar Ajmer-Merwarya, è venuto ad esser sempre più sostituito con una versione sintetica e color zafferano.

Non sfoggiando più la lunga barba dei vecchi tempi la maggior parte degli anziani Gurjar Ajmer-Merwarya sono ancora orgogliosi d'un gran paio di folti baffoni.


   

Gurjar (Mardumashumari Raj Marwar
- 1895)                                        

 

   


Kishan Lal Gurjar cortesemente posa per mostrare la sua 'Safa' (sintetica) e come si avvolge nel vecchio modo tradizionale.     >>>




Un gruppo di Gurjar con la nuova 'Safa' color zafferano e sintetica - 2003.
Tranne per qualche anziano Gurjar che ancora l'avvolge alla vecchia maniera, la 'Safa' ormai viene comunemente avvolta nel nuovo modo alla moda detto 'Gol Safa' (turbante rotondo). Il modo 'Gol Safa' di avvolger il turbante, girandolo un po' ad ogni giro, è un modo più semplice, che l'ultima generazione a portar turbante preferisce.


   

Tradizionalmente la 'Safa' e i baffi sono segno di rispetto, onore e dignità, ma le generazioni maturate negli ultimi decenni non prova alcuna vergogna ad andar a capo scoperto e rader totalmente i baffi.




Alla morte del capo famiglia e dopo i dodici giorni di lutto consueti, l'assemblea della casta si raduna per celebrare l'insediamento del nuovo capo famiglia (il figlio maggiore). Come parte di tale cerimonia, chiamata 'Bhawni', i familiari della moglie gli cingono nuovi turbanti (o rossi o zafferano) e i membri del 'Panch' (il senato) di casta, turbanti bianchi ('Dola Safa') simbolo della sua nuova condizione di capo famiglia e membro del suddetto 'Panch'. Valle di Pushkar, foto di famiglia - 2000.


   

   


In tempi più recenti, gli anziani Gujar Ajmer-Merwarya hanno completamente sostituito la 'Safa' totalmente bianca, con una detta 'Kabra Safa', bianca e con piccoli disegnini vari.


 

   


La tradizionale giubba di tutti gli uomini del Rajasthan è la bianca 'Angarki', localmente chiamata 'Bhagatri'. Sebbene vari nella lunghezza, larghezza ecc.. caratterizzata dal circolare disegno frondale e allacciata sul petto è la stessa per tutte le caste, classi e gruppi religiosi.

Il telo-pareo 'Dhoti' di approssimativamente 450x115 cm, è dai Gurjar Ajmer-Merwarya portato nello stile 'Tin Langi' (passato tre volte tra le gambe) e corto sotto il ginocchio.

 


GIOIELLI GURJAR (M)


     
 
     
 
     
 
     

 

   


Scarpe 'Juti' rajasthane di modello 'Pasuri' e con ricami, più tipicamente in uso tra i Gurjar.


   


Esempi di scarpe 'Juti' rajasthane 'Pasuri', di uso comune tra la gente rurale e anche tra i Gurjar.




   

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