Progetto - Organizzazione Marustali
            


  

  • Introduzione
  • Pressuposti e filosofia
  • Attività correnti
  • Attività in programma

 Progetto Marustali      Introduzione


Con il profondo amore per la cultura pastorale, e il dolore nel vederla scomparire, Jyoti e Nashi hanno fondato ‘Progetto Marustali’.

Il ‘Progetto Marustali’ è stato lanciato con lo scopo di preservare le conoscenze, tradizioni, leggende ecc.. proprie delle comunità pastorali, e di esse stesse, attraverso una documentazione fotografica, audio e video, la ricerca/studio e raccolta di artefatti e ornamenti loro propri, e una piccola produzione soprattutto di artefatti tessili tradizionali, in modo da costituire una testimonianza di una cultura, viva eredità del mondo.

Tale sforzo non è, né pretende d'esser, uno studio accademico antropologico ed è basato prettamente nell'esperienza diretta di Jyoti e Nashi grazie alla loro abilità di carpir e far propria l'anima di questa genti con cui vivono giornalmente quali acquisiti membri della loro vita e famiglia..

‘Progetto Marustali’ tra i pastori sta cercando anche di suscitar consapevolezza e sentimento rispetto alla cultura e tradizioni che le caratterizzano e che stanno sparendo, e incoraggiarli a preservarne gli aspetti da essi considerati importanti, ma le genti del Rajasthan in genere non sono affatto interessate a mantener nulla di ‘vecchio’. – Non è forse così ovunque? è solo quando si è perso qualcosa che se ne viene a capirne il valore e sentirne la mancanza..
   In India, tale punto non s'è raggiunto e la sua gente è completamente presa nel 'modernizzarsi' e non pensa minimamente a ciò che ancora possiede, i resti d'un antico tesoro culturale ancora brillano, ma non per molto.
   Ora, ci troviamo nel ristretto momento in cui la tradizione è ancora vibrante di fronte all'irrompente sviluppo, e possiamo approfittar della presenza degli ultimi vecchi detentori di antiche conoscenze ancora tra noi, e degli ultimi artefatti tradizionali ancora trovabili.
   Ogni cosa necessita d'equilibrio, le persone come il mondo, e si deve creare un certo equilibrio col passato per il futuro.

Misha Lal Gurjar con lo zio e la figla verso casa

L'idea è di creare una base - microcellula di vita rurale tradizionale - destinata a servir da punto di riferimento per progetti vari. Attività socioculturali in contatto diretto con l'ambiente e la popolazione locale. Allo stesso tempo questa ‘Base’ è intesa quale punto di riferimento per visitatori, viaggiatori, studenti, o chiunque abbia desiderio di sperimentare una più diretta conoscenza e avere un contatto più profondo, con la realtà più concreta dell'India .

Shree Maharaj Balakdasji, leader religioso dei Gurjar delle regioni meridionali rispetto al centro sacro di Pushkar (Rajasthan centrale), in carica del tempio Gurjar ‘Sawai Bhoj Mandir’, a Pushkar, ha espresso grande apprezzamento per il lavoro e finalità di ‘Progetto Marustali’ e spesso discute dello stesso con i Gurjar i quali, in particolar modo gli anziani, ne sono molto contenti e ringraziano di cuore tale dedizione.

Il frutto del lavoro di ‘Progetto Marustali’ è a disposizione per mostre fotografiche, esibizioni di pezzi originali, conferenze e laboratori.


  Vedi: Esempi del risultato del lavoro di ‘Progetto Marustali’   >>>
















 Progetto Marustali    Pressuposti e filosofia


Pastori

"La principale ricchezza delle regioni desertiche dell’ovest e settentrione consiste nelle grandi mandrie di cammelli. bestiame con corna e pecore, vaganti nelle vastità sabbiose il quale mirabilmente prospera nel clima arido"
(‘Imperial Gazetteer of Rajasthan’ – 1908)

Deserto nel sud del Rajasthan

In passato i pastorali costituivano la ricchezza del deserto, e la regione secca scarsa di pioggia era per loro un paradiso, in una relazione armonica e fruttuosa che ha reso la regione famosa per i suoi prodotti derivati del latte e per la lana. I pastori nomadi occupavano un'area molto vasta muovendosi con le loro gregge, e nei secoli hanno selezionato razze in grado di resister egregiamente alle siccità e a poter coprire grandi distanza con poco foraggio e acqua, nonché hanno sviluppato una propria farmacia di erbe medicinali per curar sia gli animali che sé stessi. Principalmente si volgevano verso ovest verso la valle dell'Indo per i pascoli invernali, e facevano ritorno a casa durante l'estate prima del monsone, ma a seguito dello stabilirsi della frontiera tra India e Pakistan, sono stati forzati a cercar nuovi pascoli e ora si spingono a nordest verso Delhi o a est e sudest alla volta del Madhya Pradesh e Maharastra.


Gurjar
Valle di Pushkar

Gli antenati dei Gurjar si pensa siano penetrati in India dal nordovest verso il 500dC dove si sono suddivisi in vari gruppi endogamici. Oggi vi sono Gurjar sia indù che musulmani, viventi tra l'Afghanistan, il Kashmir, il Rajasthan, e la regione che dal loro nome è stata battezzata Gujarat. Sebbene posseggano sia pecore che capre, sono principalmente associati con le mucche, e fieri d'esser pastori dell'animale più venerato e sacro dell'India, amano raccontare dei tanti miti in cui sono ricordati. Oggi comunque l'allevamento di bufali è più e più popolare.
   (Jyoti e Nashi hanno condiviso la maggior parte del tempo con il gruppo dei Merwarya Gurjar della regione di Ajmer nel Rajasthan centrale).


Raika/Rabari
Vana Ram Raika, Godwar

Gli antropologi hanno documentato la casta dei Raika, anche conosciuta come Rabari, esistente da almeno cinquecento anni, e si pensa essere originata in Persia o Baluchistan. Oggi vi sono sui 300.000 Raika/Rabari in Rajasthan. tradizionalmente sono stati pastori di cammelli dromedari e nel loro epos orale si racconta con fierezza che il cammello è stato introdotto in Rajasthan dall'eroe Rajput Pabuji con l'aiuto di un Raika/Rabari. I Rajput erano l'aristocrazia feudale e consiste dei Maharaja, baroni e proprietari terrieri. Essi impegavano il cammello sia per l'esercito che per trasporto di beni e persone, e erano i Raika/Rabari a allevarli. La loro relazione è continuata fino agli inizi del XX secolo, e in seguito, oltre ai cammelli, pascolano anche pecore a capre. Vi sono due separati gruppi endogamici di Raika/Rabari in Rajasthan, i Maru Raika i quali sono insediati principalmente nelle regioni del centro e ovest del Rajasthan, e i Chalkia Raika, insediati nel sudovest. I Raika del Gujarat sono chiamati semplicemente Rabari.
   (Jyoti e Nashi hanno condiviso la maggior parte del tempo con il gruppo dei Chalkia Raika della regione del Godwar nel Rajasthan meridionale)
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Esser Pastori non è una Professione, è una Cultura, destinata presto all'estinzione...

"Sono in India da una decade, ma guardandomi indietro a tutti i cambiamenti che ho assistito durante questo breve tempo, mi pare sia passato un secolo"    (Nashi -2006)

In quanto la cura dei loro armenti ha sempre richiesto grandi spazi liberi e una natura incontaminata, per tutto l'arco della loro storia i popoli pastorali hanno vissuto, anche nel suo ambito, oltre i margini del mondo della civilizzazione (vita di città) e la distanza mantenuta rispetto alla società stabilita sopravvive tuttora e anche se molti di essi oggi si sono visti costretti a lasciare gli armenti e l'occupazione loro tradizionale, questi per molti versi continuano a viver una vita separata, come in India è il caso dei Rabari/Raika. Il loro orgoglio di comunità, stile di vita riservato, e esplicito sospetto rivolto a membri di comunità diverse dalla loro, li ha resi uno dei gruppi che si sono mantenuti al di fuori del progresso o modernizzazione, e quindi sono spesso visti, da quanti tale processo hanno attraversato, con minor rispetto. Comunque, per lo stesso motivo tali pastori sono non di meno stati in grado di preservare le proprie tradizioni specifiche, e sono diventati un'inestimabile finestra sul passato

Nell'ultima decade, in Rajasthan, il numero di cammelli è diminuito circa del 70%, principalmente a causa della scarsità di territori di pascolo (implemento agrario e accresciuta deforestificazione). Gli anziani d'oggi e davvero pochi giovani, sono gli ultimi ad esser pastori nel vero senso del termine. Il loro stile di vita, incluso gli aspetti culturali, sta tirando l'ultimo respiro. I pastori dell'India sono stati marginalizzati per lasciar spazio per lo sviluppo dell'agricoltura, com'è accaduto per così tanti popoli pastorali in altri luoghi del mondo fin dai tempi antichi. Le tradizioni, artigianato, canti, leggende e conoscenze pratiche, che sono nate, vissute, sviluppate nel corso di migliaia d'anni, e che sono state parte della vita di milioni di persone, vivono ormai solo nella memoria di pochi individui, e pochi esempi materiali sopravvissuti, non sempre in mani consapevoli.

Se solo guardiamo un po' con più attenzione il lavoro, gioielli, riti, mentalità e atteggiamenti di questa cultura vulnerabile ma, a tutt'oggi, pur sempre viva, ognuno può notare le similarità presenti con tutte le culture pastorali del mondo tra il Medioriente e l'Europa, da racconti nella Bibbia a quelli della Grecia antica e del mondo Celta e Germanico. Questi pastori in Rajasthan sono portatori inconsapevoli delle ultime tracce viventi d'un'eredità mondiale, mantenendo uno "scrigno di vecchi ricordi di famiglia"..

Il veder tali similarità è certo gran fonte d'ispirazione. Siccome Jyoti e Nashi vivono completamente immersi in tale cultura, in intimità profonda con queste genti, hanno molte storie di prima mano, frutto di propria esperienza, da raccontare, e al contrario dell'atteggiamento in voga di sottolinear le differenze (atteggiamento che crea separazione, paura e scetticismo), Jyoti e Nashj a maggior ragione preferiscono concentrarsi sulle similarità:

"Metter insieme e vedere cos'abbiamo in comune è il modo migliore di avvicinar e crear una relazione con una persona, nazione o cultura, e perciò esser in grado di costruire una base di comprensione. La comprensione stessa, è di per sé la piattaforma per un mondo più umano"
(Nashi)

"In natura ogni sconosciuto è un nemico .. che si uccide per non venirne ucciso .. questo istintivamente ci porta ancora oggi a rivolgerci antagonisticamente rispetto ad ogni novità e negarla a priori ponendo l'attenzione sulle differenze .. solo porre l'accento sulle similitudini può portarci a superare il livello bestiale e riconoscendo il nostro prossimo quale amico farci evolvere oltre"
(Jyoti)



Problematiche

Patrimonio: Cultura - Patrimonio: Mondo
Il termine ‘Patrimonio Culturale’ e ‘Patrimonio Culturale Mondiale’ è stato troppo spesso sinonimo di costruzioni e luoghi parte del tesoro architettonico del mondo, cose concrete e fisse, erette e complete nelle storia. Indubbiamente esse sono tutte d'immenso valore ma in un certo senso il significato di ‘Patrimonio Culturale’ che sarebbe più esteso, finisce per esser monopolizzato da questo unico aspetto. La viva e dinamica cultura creativa del folklore rimane privata dalla sua giusta considerazione, tanto che il più profondo aspetto del ‘Patrimonio Culturale’ viene dimenticato.

Significato della perdita
Si dovrebbe porre attenzione a tutte le a culture popolari mondiali e culture intangibili, che stanno affogando nel mondo moderno ed estinguendosi, e sul significato di una loro perdita. Per chi sarà una perdita? Cosa vengo a perder Io?

Benefici della preservazione 
Tante sono le domande che possono sorgere. Quali sono i benefici dal preservare questa viva eredità culturale? Quali sono i vantaggi per l'uomo d'oggi? Che ruolo può avere tale eredità culturale nella vita dell'uomo di adesso? Come e perché in molte persone nasce il desiderio di ricercar le proprie 'radici culturali'? Può questa, eredità facilitar un incontro tra genti di culture diverse?

Aspetto ambientale
A causa della scarsità delle piogge in quest'area arida e quindi non ideale per le coltivazioni, il Rajasthan è stato per secoli la 'terra promessa' dei pastori, famoso per i suoi prodotti derivati dal latte. Ma dopo l'introduzione della pompa diesel/elettrica, s'è potuto attinger all'acqua del suolo più facilmente e di conseguenza l'agricoltura ha avuto grande sviluppo e sovvenzione, cosa che ha emarginaro i pastori tanto che quanto tali non possono più sopravvivere, e così le loro conoscenze e cultura svaniscono. L'intera comunità Gurjar presto si sarà data in toto all'agraricoltura mentre i giovani Raika/Rabari per sostener le loro famiglie migrano a lavorare in fabbrica nelle grandi città. Ora il Rajasthan deve affrontare la grande scarsità delle sue riserve idriche di sottosuolo (in molti posti già esaurite), la coltivazione continua. Quando l'acqua per i campi sarà completamente esaurita, anche la cultura dei pastori avrà termine e non avremo alternative… Che faremo?

Pastore oggi
C'è alcuna possibilità d'un futuro per le comunità pastorali del mondo?

Una madia tradizionale per la conservazione del grano
Decorazioni in una madia tradizionale per la conservazione del grano, fatta negli anni cinquanta in creta, sterco e paglia, da una donna Gurjar.



Cos'è la conoscenza?

"Mangu Ba è un vecchio pastore Gurjar con la profonda consapevolezza dell'imminente fine d'una realtà atavica in cui la sopravvivenza dipendeva dalle sole conoscenze della terra, nel mondo a venire tali conoscenze lo sa non basteranno. Nel mondo a venire che inesorabilmente avanza sull'orizzonte, un futuro è garantibile crede, solo nella conoscenza racchiusa nei libri, un'istruzione scolastica che si rammarica non aver offerto ai figli.
- Ma allora - si giustifica - la terra bastava a sé stessa, che importanza poteva avere saper legger allora? Non v'era altro da leggere che la terra - E Mangu Ba certamente la terra la sa leggere. Non avrebbe mai guardato oltre i recinti del suo bestiame, i confini dei suoi pascoli; dei suoi animali comprendendo ogni muggito, della sua terra ogni sussurro, a ragione re di quell'ambiente.
Ora invece quell'ambiente è oppresso dall'avanzare inesorabile del mondo dei libri; d'un mondo vasto, ignoto, rumoroso. Mangu Ba per la prima volta si trova, costretto, assorto con lo sguardo oltre l'orizzonte confine del suo mondo, preoccupato per il futuro ormai dei nipoti. E si sente fortemente a disagio, inadeguato, con quanti mai vengano da quel mondo ignoto; con quanti non parlano il linguaggio della terra ma dei libri."

(Jyoti)

Possiamo quindi immaginare lo sgomento provato nel conoscer Jyoti che pur provenendo dai meandri più reconditi di quel mondo sconosciuto, è perfettamente integrato nella realtà che a lui appartiene, da non fargli sentire alcun disagio. Essi siedono a chiaccherare come due qualsiasi pastori, e a sottolineare la sua piena confidenza, Mangu Ba ha una volta espresso come Jyoti sia "Para-lika jo vapis anpar hogaya" (istruito tornato analfabeta).

"Definitivamente il miglior complimento che abbia mai ticevuto"
(Jyoti)

Jyoti e Mangu Ba Gurjar con due sue nipotine seduti insieme presso il recinto del bestiame
Jyoti e Mangu Ba Gurjar con due sue nipotine seduti insieme presso il recinto del bestiame.

Nella società d'oggi, è vero, l'unica conoscenza ritenuta valida è quella ch'è certificata da attestati, e se non si ha alcun attestato che certifichi il possesso di una data conoscenza, se n'è considerato privo. Quella conoscenza mai messa per iscritto, mai tramandata attraverso libri, non è considerata importante, la conoscenza basata sull'esperienza non trova più spazio, sebbene sia quella che può esser chiamata Vera conoscenza, l'Originale, in quanto deriva dal vero Sé ed Esperienza, e non è solo copiata dalla mente.

In occidente sussiste l'attitudine di sempre considerar la cultura moderna occidentale più importante e superiore rispetto a quella del terzo mondo. Il terzo mondo, spesso accettando tale visione, mantiene le conoscenze indigene nell'ombra e prive di supporto, specialmente se appartenenti alle genti ai margini dello sviluppo. Più una tale attitudine è sostenuta, più il al mondo, nel suo insieme, viene a perder un'importante conoscenza..

Vecchia e Nuova conoscenza possono esister in parallelo.



Cultura Vs Sviluppo o Cultura E Sviluppo?

La cultura ha sempre dovuto star indietro e far posto allo sviluppo, ma senza cultura, senza radici, lo sviluppo non può esser veramente stabile, c'è bisogno d'un equilibrio. Nel terzo mondo, specialmente in India, i cambiamenti si stanno avendo molto velocemente. Il contrasto tra tradizioni vecchie di millenni con il nuovo sviluppo può quindi risultare troppo grande da digerire, il divario di secoli troppo vasto per ‘far il salto’ per gente di villaggio, e questo crea molta sofferenza.

Parole di pensieri

"Senza il potere del mito e storia, cambiamenti putativi saranno inimmaginabili e possibilmente senza radici. Arte, vita e il processo di cambiamento (o sviluppo) si muovono insieme e sarebbe uno sbaglio approcciarsi ad una comunità e il suo Sviluppo senza prender in considerazione il suo modo d'espressione, celebrare e evolver le sua cultura. è un errore fatto di frequente da agenzie di Sviluppo per un numero di ragioni per lo più economiche e logistiche. Il potere delle arti e il ruolo fondamentale della Cultura in quanto governa tutte le nostre risposte sociali è largamente ignorato.
Un processo che incoraggia la dignità umana, e quindi presa di potere, può invece abbracciar cambiamenti … è un attraversamento di confini tra arte e vita"

(Alex Mavrocordatos, King Alfred's College, Southhampton's Univeristy, England)

"... barriere culturali così come attitudini arroganti rispetto conoscenza e tradizioni ancestrali, non hanno permesso donatori, pianificatori e governi, di stabilir un dialogo con i beneficiari. La conoscenza indigena è percepita quale accettabile rivendicazione dalle comunità, ma raramente considerata quale una delle maggiori componenti per lo Sviluppo"
(Alfonso Gumusio Dagron ‘Storia della Partecipatoria Comunicazione del Cambiamento Sociale’)

Ragazzo Raika/Rabari nella periferia di Delhi – Dwarka
Ragazzo Raika/Rabari di una famiglia nomade del Rajasthan, ultima generazione di pastori, in un terreno nella periferia di Delhi – Dwarka.



  Vedi: Esempi del risultato del lavoro di ‘Progetto Marustali’   >>>




 Progetto Marustali    Attività correnti


Documentazione

Lo scopo di ‘Progetto Marustali’ è di documentare lo stile di vita tradizionale, lavoro e artigianato, costume, ornamenti e accessori, cerimonie, vita religiosa, leggende e canti, abitazioni e utensili.. dei pastori del Rajasthan. La documentazione è fatta tramite fotografia, registrazione audio, e video. Lo scopo è di costituire un archivio di materiali descriventi la cultura in maniera più completa possibile.

Le foto di Nashi raccontano una storia e danno allo spettatore il senso d'un contesto, una comprensione più profonda e visione dall'interno: una più concreta idea di com'è la vita in questi luoghi e per questa gente. Molte foto sono fatte a formar una sequenza con cui si viene introdotti in vari momenti di una situazione specifica, a seguire un corso di eventi.

"Le foto di Nashi hanno una profondità che subito salta all'occhio e procurano un'inusuale sensazione di contatto e intimità. Si può notare com'esse siano scattate con grande umiltà e come la macchina fotografica sia incontrata con un grande abbraccio. Ed è per questo che il realismo è così pregnante e la vita d'ogni giorno descritta così vicina, e per questo esse sono così personali, dinamiche e vive. Con garbo una parte nascosta dell'India ci viene rivelata, resa visibile"
(Rekha Singhal, Director India Tourist Office - Stockholm 2000)

Per le genti di villaggio del Rajasthan una macchina fotografica è ancora un oggetto con cui non hanno molta dimestichezza e visto quale segno di ricchezza, qualcosa con cui chi si fanno soldi, che dei ‘gora lok’ ('bianchi' -occidentali) e dei ricchi indiani di città, turisti e fotografi, portano sempre, e con cui il più delle volte scattano intrusivamente e a distanza.

"La cosa più importante è per me stata sempre non comprometter le nostre amicizie e il nostro vivere nei villaggi. Il fotografare è sempre stato secondario. Le donne sono sempre le più restie a farsi fotografare, e io non voglio metterle a disagio o in alcun modo disturbarle, che quello che provano è per me più importante di qualsiasi foto. Quando finalmente prendo la macchina fotografica, per la maggior parte dei casi è dopo una relazione di anni e quando la macchina fotografica non rappresenta più un occhio intrusivo o una separazione ma diventi uno strumento con cui condividere dei momenti nell'ambito della famiglia. Ed esse, completamente rilassate dicono che non si sarebbero fatte fotografare da nessun'altra. È una questione di confidenza."
(Nashi)

Le foto di Nashi si compongono di un misto di ritratti, documentazione di vita quotidiana, lavoro, artigianato, e cerimonie. Esse raccontano una storia e danno allo spettatore il senso d'un contesto, una comprensione più profonda e visione dall'interno: una più concreta idea di com'è la vita in questi posti e per questa gente. Molte foto sono fatte a formar una sequenza con cui si viene introdotti in vari momenti di una situazione specifica, a seguire un corso di eventi. L'intenzione è di crear un archivio fotografico descrivente tali culture nel modo più completo possibile.

Sequenza nr 1   Sequenza nr 2
     
Sequenza nr 3 . Sequenza nr 4

Un momento d'intimità tra donne: Ganesh Dadi Gurjar viene pettinata dopo il bagno.



Parte della documentazione sono anche vecchie foto, da libri/collezioni private e da album di famiglia.

Raika/Rabari (Mardumashumari Raj Marwar - 1895)   Gurjar (Mardumashumari Raj Marwar - 1895
     
Anni Ma Gurjar – 2008   Bawri e sua amica – 1950s

Anni Ma Gurjar mostra una vecchia foto della propria cara figlia Bawri, a sinistra, venuta a mancare giovane. A destra un'amica di Bawri.



Oltre ai propri audio e video, ‘Progetto Marustali’ acquista cassette/CD di musica e canti del folclore tradizionale.



Collezione

Lo scopo dei pezzi della collezione di ‘Progetto Marustali‘ è di strapparli ad una fine definitiva ed esser distrutti, salvandoli per il futuro quale testimonianza, tesoro del passato: utensili tradizionali, costume, artefatti tessili, accessori e ornamenti d'argento e oro, e tappeti tipici. L'intenzione ` di raccogliere una collezioneil più completa e descrittiva possibile. Una parte di gran fascino della collezione è costituita dei molti frammenti provenienti da vecchie trapunte, e Jyoti e Nashi sono riusciti a trovare frammenti risalenti a circa ottant'anni fa, così da guadagnar un'importante evidenza del costume dei tempi andati.

Costume   Accessori   Gioielli


Produzione

Una piccola produzione e vendita di artefatti tessili per suscitare un rinnovato interesse e motivar la gente all'impiego e salvaguardia delle vecchie conoscenze e trasmetterle alle nuove generazioni, così da tenerle in vita.

In quanto le donne sono la figura chiave del progetto di produzione che la maggior parte dei lavori è opera loro, un risultato secondario è quello di dar loro un'opportunità d'impiegare il proprio know-how per un contributo economico alla loro famiglia.

Specialisti dello sviluppo hanno realizzato come le donne siano il vero fulcro, per implementar un cambiamento nell'India rurale:

"Se vogliamo seriamente offrire alle nuove generazioni una vita migliore di questa, dobbiamo garantir alle madri un maggior controllo sulle risorse finanziarie"
(Gotz Schreiber, Capo Economista dell'Ufficio per lo Sviluppo della Donna della Banca Mondiale)

Studi nei villaggi indiani hanno mostrato come l'accrescimento dei guadagni delle donne, accresca lo standard di vita familiare, cosa che in genere non fa l'accrescimento di quello maschile. Le donne tendono a spender i propri guadagni in modo più costruttivo e quindi esse costituiscono il principale fattore potenziale per lo sviluppo dove le necessità basilari sono maggiormente soddisfatte.

La produzione è mirata specialmente verso giovani vedove, o divorziate, madri e simili le quali possono ricever aiuto da un tale lavoro, per aver più potere sulla propria vita.

Santa Bai Gurjar   Santa Bai Gurjar   Santa Bai Gurjar

Santa Bai Gurjar ricama un velo per ‘Progetto Marustali’, ridando vita a un antico disegno, arte e tecnica.


Santa Bai Gurjar

Santa Bai Gurjar mostra il suo lavoro, una memoria della propria cultura e tradizione nato grazie alla ricerca e sforzo di ‘Progetto Marustali’.


Il velo finito

   

Particulari del lavoro finito.



Ricerca

Ricerca riguardo agli aspetti propri della vita tradizionale, il lavoro, le cerimonie; nonché la raccolta scritta di racconti, leggende e canti.



  Vedi: Esempi del risultato del lavoro di ‘Progetto Marustali’   >>>




 Progetto Marustali    Attività in programma


Punto di riferimento per visitatori

Grazie a Jyoti & Nashi: ‘La Chiave dell'India’, la 'Base' potrà offrire l'opportunità di rendere le cose più semplici a visitatori stranieri quale importante link tra due mondi differenti, fornire la possibilità unica di un contatto di prima mano con le genti locali, la loro vita e cultura; nonché offrire lezioni di indi (la lingua e il suo uso) e di ricamo tradizionale, cucito ecc.
  In coperazione con università, scuole, imprese, volontariato ecc. la ‘Base’ potrà esser disponibile quale centro operativo per propri progetti di studio, ricerca ecc

Carovana nomadica

Accanto alla ‘Base’ l'‘Organizzazione Marustali’ ha in progetto di creare una 'carovana' la quale possa offrire ai visitatori della ‘Base’ che vi vogliano prender parte, un assaggio della vita pastorale.





















































 

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